Web ed ipocondria: la “cybercondria”

Il web si sa è una giungla e spesso districarsi tra notizie vere e fake news diventa difficile.

Esso ci espone continuamente a una miriade di informazioni difficili nella maggior parte dei casi da verificare. Quando queste informazioni riguardano la salute, si possono generare ansia e frustrazione.

Il web può rappresentare il nuovo volto dell’ipocondria cioè “la preoccupazione legata alla paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una malattia grave, basato sull’erronea interpretazione di sintomi somatici”. 

Una preoccupazione che persiste nonostante la valutazione e la rassicurazione medica appropriata e che genera ansia ed un disagio significativo che influenza negativamente la qualità della propria vita e mina i rapporti sociali. 

L’ipocondriaco, in genere pone scarsa attenzione alla provenienza e all’attendibilità della fonte informativa ed il suo stato ansioso rende più problematica una valutazione obiettiva della qualità ed affidabilità della notizia.

Prima dell’avvento di Internet e del web, le fonti di informazioni erano essenzialmente il medico, i quotidiani, i libri e le riviste.

Con l’accesso ad informazioni gratuite ed a portata di tutti, attraverso “la rete” si è assistito ad un’amplificazione del problema. La ricerca di informazioni online può generare o aumentare la preoccupazione di avere o sviluppare una grave malattia e con essa il ricercare convulsamente sul web altre informazioni sul proprio stato di salute.

Si parla di cybercondria, un neologismo che deriva dalla fusione delle parole “cyber”( internet) e “ipocondria” e si riferisce all’ossessione ed alle infondate paure di chi si fa autodiagnosi da sé.

La percezione di un sintomo induce la persona a ricercarlo attraverso il motore di ricerca che nella maggior parte delle volte restituisce pagine con diagnosi drammatiche e prive di fondamento scientifico.

Google ed altri motori di ricerca si sostituiscono al medico. 

Ecco che un semplice mal di testa ricercato attraverso il “Dott. Google “può trasformarsi immediatamente in un tumore al cervello.

La diagnosi è qualcosa di complesso che solo un medico può fare e la cybercondria, può portare ad ostacolare proprio la valutazione da parte del medico. Sostenendo infatti la propria auto-diagnosi, si rischia di omettere tutta una serie di sintomi utili ad una valutazione oggettiva del problema.

E’ importante dunque recuperare il rapporto con il proprio medico e se proprio non si riesce a fare a meno di effettuare ricerche sul web, verificare l’attendibilità delle fonti. 

Va sottolineato infine, che una preoccupazione eccessiva per il proprio stato di salute può nascondere disagi e disturbi che vanno ben inquadrati e che alcune volte, sono la ricerca inconscia di attenzione da parte delle persone a noi care.

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