Sale Rosa dell’Himalaya: il sale da cucina pagato a peso d’oro

Sale rosa dell’Himalaya migliore del sale marino : FALSO

Tra le bufale dure a morire quella del Sale Rosa dell’Himalaya, merita sicuramente un posto d’onore.

Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio boom di vendite di questo sale di cui si millantano proprietà che hanno quasi del miracoloso.

Un elisir capace di limitare il rischio di ritenzione idrica e di ipertensione, promuovere un equilibrio stabile del pH a livello delle cellule, cervello incluso.

Ma anche migliorare la capacità di assorbimento degli elementi nutritivi presenti nell’intestino, ridurre i crampi, promuovere la salute dei reni rispetto all’uso del comune sale da cucina, favorire un sonno migliore e regolare.

Una storia affascinante quella del sale rosa, un sale incontaminato, scoperto nelle valli dell’Himalaya, nel profondo dei letti di sale marino cristallizzato, coperti migliaia di anni fa di lava indurita ed ora di ghiaccio e neve, che lo preservano dall’inquinamento.

Peccato che la realtà sia un’altra.

Il sale rosa non proviene dalla catena dell’Himalya, ma viene estratto nella “Salt range”: una provincia del Punjab in Pakistan.

Non esistono prove scientifiche che dimostrino tutti i benefici decantati e da un punto di vista chimico il sale rosa dell’Himalaya, contiene circa il 97% di cloruro di sodio. Lo iodio non è presente.

Insomma al di là del colore, il sale rosa dell’Himalaya non è altro che comune sale da cucina, e come tale da usare con parsimonia.

Tutti i sali in commercio infatti sono composti quasi esclusivamente da cloruro di sodio.

L’unica eccezione riguarda il sale di potassio consigliato nei regimi alimentari a basso tenore di sodio.

Sicuramente una cosa lo differenzia dal sale marino: il prezzo che può arrivare fino a trenta volte tanto.

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