I taralli di San Biagio

L’Abruzzo terra gentile, ricca di storia e tradizioni, che si tramandano di generazione e generazione permettendo così di essere fieri custodi di un grande tesoro che non deve essere disperso.

Tradizioni che interessano anche la tavola, perchè si sa che ogni regione ha un patrimonio enogastronomico di cui andare fieri e che si intreccia molte volte con la religione.

San Biagio, è un santo particolarmente amato e conosciuto nonostante quel poco che si conosce della propria vita.

Vissuto nel tempo della divisione dell’impero Romano a Oriente e Occidente, morì martire per aver rifiutato di abiurare la sua fede in Cristo. Proprio durante il periodo di prigionia si ritrovò a compiere il miracolo per cui è ricordato ancora oggi: ossia la guarigione di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea.

In Abruzzo, lo si ricorda e lo si festeggia con i caratteristici taralli, dolci o salati, che dopo essere stati benedetti durante la Messa in suo onore, vengono regalati a parenti ed amici.

Ecco la ricetta

500 gr di farina tipo O o 2
(120 gr di zucchero)
1 uovo
70 gr di olio evo o di semi
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di semi di anice
200 gr di latte

10 gr di lievito di birra o 150 g lievito madre
A piacere un bicchierino di Anisetta o Sambuca

Far lievitare fino al raddoppio. Formare i taralli e far lievitare nuovamente e infornare a 180°per circa 40 min.

*  Nella foto i taralli dello chef Annarita Di Domenico

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