Attenzione alla processionaria

La processionaria è un pericolo per i nostri amici a quattro zampe ma anche per l’uomo

Non è raro in questo periodo, in pinete o sotto querce, imbattersi in bruchi pelosi grigiastri o neri azzurrati, con macchie rossastre sul dorso.

All’apparenza sono innocui ma nella realtà sono parassiti pericolosi per l’uomo, gli animali e l’ambiente.

Si tratta infatti della processionaria, insetti appartenenti all’ordine dei Lepidotteri (comunemente conosciuti come “farfalle”) tra i più distruttivi per pini e querce, dannosi per la salute umana ed addirittura letali per il cane.

Esistono circa 40 specie ma le più diffuse nelle nostre zone sono la Thaumetopoea pityocampa (processionaria del pino) e la Thaumetopoea processionea (processionaria della quercia) che differiscono tra loro per alcune caratteristiche.

Il loro ciclo vitale è composto da quattro fasi: uovo, larva o bruco (fase giovanile durante la quale si alimentano mangiando le foglie), crisalide (fase di trasformazione da larva a farfalla), adulto o farfalla.

Le larve delle processionarie hanno un comportamento “gregario”, vivono cioè in gruppi numerosi.

Tra marzo ed aprile ( ma anche più in là), quando la temperatura diventa più mite le larve escono dai nidi precedentemente costruiti e scendono in processione (da qui il nome processionaria) lungo il tronco degli alberi fino al suolo per raggiungere un posto adatto dove interrarsi e completare il proprio ciclo ( nella processionaria della quercia il ciclo si conclude nei nidi costruiti lungo il tronco).

Il loro particolare modo di spostarsi può indubbiamente attirare l’attenzione di bambini e stimolare la curiosità dei cani.

La pericolosità di questi bruchi è data dalla presenza dei peli urticanti che ricoprono il loro corpo.

Questi possono essere anche liberati nell’aria e trasportati dal vento, e può capitare quindi di esserne colpiti inavvertitamente senza venire in diretto contatto con i bruchi. Le reazioni infiammatorie possono essere anche gravi.

I cani, annusando il terreno, possono incautamente ingerirli.

Attenzione soprattutto ai cuccioli che spesso tentano di giocare con coi bruchi o di “assaggiarli”.
In questo caso il cane inizia a manifestare sintomi anche gravi: si assiste ad un’improvvisa e intensa salivazione; la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico a volte raggiungendo dimensioni spaventose, tali da soffocare l’animale.

Si può assistere ad una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni.

Febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea (spesso emorragica) gli altri sintomi.

E’ necessario agire in fretta allontanando la sostanza irritante dal cavo orale attraverso un lavaggio abbondante della bocca con acqua e bicarbonato da ripetere anche più volte ( se il cane non si lascia toccare in bocca usare una siringa sprovvista di ago e spruzzare la soluzione) e correre urgentemente dal veterinario che a seconda del caso praticherà la terapia più opportuna.

Anche l’uomo non è immune dai pericoli causati peli urticanti che attraverso i loro minuscoli ganci si attaccano facilmente a pelle e mucose provocando una reazione urticante per il rilascio di istamina.

A seconda delle zone colpite si possono avere dolorose eruzioni cutanee accompagnate da forte prurito, congiuntiviti, mal di gola, starnuti, difficoltà nella deglutizione e nella respirazione, infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino accompagnate da salivazione, vomito, dolori addominali.

La lotta alla processionaria è obbligatoria e regolamentata.

In presenza di larve di processionaria è necessario evitare il contatto con i peli urticanti.

Tra le principali precauzioni da adottare, evitare la permanenza in prossimità delle piante o delle zone infestate, evitare di asportare i nidi dagli alberi con mezzi non idonei (bastoni o sassi) e di raccogliere le larve dal terreno con le mani, con la scopa o con il rastrello, lavare accuratamente frutta e verdura coltivata vicino alle piante infestate, prima di mangiarla.

In caso di contatto accidentale con larve o nidi, lavare a temperatura elevata (60°C) gli indumenti e fare tempestivamente una doccia, evitando di grattarsi.

 * ha collaborato il dott. Bruno Giobbi-veterinario

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