A primavera non rimaniamo senza respiro…

Con l’arrivo della primavera, ritorna inevitabilmente per 3 italiani su 10 il problema delle allergie respiratorie e le notizie non sono affatto confortanti visto che esse sono in costante aumento

Oltre ad essere quindi la stagione della rinascita, per molti la primavera è la stagione dei raffreddori, dovuti alla fioritura delle piante che rilasciano nell’aria il polline.

Esso, trasportato dal vento, dall’acqua o dagli insetti, è in grado di percorrere molti chilometri e quando la sua concentrazione nell’aria è elevata, crea nei soggetti allergici reazioni più o meno gravi.

L’allergia è una reazione di difesa eccessiva del sistema immunitario (deputato a difenderci da “agenti esterni” ritenuti estranei) di fronte a sostanze considerate erroneamente nocive come appunto i pollini; inquinamento, caldo, stress ed abitudini alimentari e di vita sbagliate contribuiscono a “spianare la strada” al manifestarsi delle allergie.

Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole aumento delle pollinosi, le forme allergiche dovute ai pollini precoci (che si manifestano nei periodi di gennaio-aprile) e di quelle da specie erbacee a fioritura primaverile/estiva (come la parietaria, le graminacee , l’artemisia vulgaris o assenzio selvatico e l’ambrosia) e quest’anno l’inverno atipico ha anticipato la “stagione” primaverile delle allergie.

Stagione primaverile poiché le allergie non riguardano solo la primavera; esiste infatti un calendario dei pollini che parte con cipressi e noccioli da gennaio a marzo, passa per graminacee e parietaria in primavera/estate , termina con le composite (artemisia ed ambrosia) nella tarda estate e inizio autunno e che purtroppo non è immutabile ma cambia come cambia il clima.

I principali allergeni, le sostanze che provocano cioè le reazioni allergiche, che si presentano nel periodo che va da gennaio ad ottobre, sono i pollini della Graminacee, della Parietaria, le Composite, le Betulacee, le Oleacee e le Cupressacee.

Starnuti, rinorrea acquosa, congestione nasale, bruciore e arrossamento delle congiuntive, lacrimazione, prurito al palato, al naso e agli occhi, tosse secca e stizzosa, spesso notturna, accompagnata da difficoltà di respiro e asma, riduzione dell’olfatto e del gusto, insonnia, stanchezza, irrequietezza, i principali sintomi che si manifestano nei soggetti allergici.

Se si manifestano alcuni di questi sintomi in soggetti “sani”, sarebbe buona cosa recarsi da un allergologo che potrà eseguire un test cutaneo che prevede l’apposizione di una goccia di allergene di solito sugli avambracci, che poi viene punta con una lancetta (prick-test) . Se il paziente è allergico alla sostanza, sulla zona interessata si formerà una piccola protuberanza.

I test vengono effettuati allo scopo di individuare i pollini responsabili dei sintomi del paziente e per programmare la vaccinazione antiallergica che oggi può essere somministrata per via sublinguale, iniziando in inverno, prima cioè che si manifestino i sintomi.

Quando l’indicazione al vaccino è corretta l’efficacia è sicura e dimostrata, tanto che da circa 1 anno il Sistema Sanitario Nazionale eroga gratuitamente i vaccini per graminacee e a breve erogherà anche quelli verso gli acari della polvere.

Per non “rimanere senza respiro” gli esperti raccomandano di evitare di uscire durante le giornate secche e ventose, quando è più alta la concentrazione di pollini, evitare l’areazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata, usando, eventualmente, condizionatori d’aria; fare la doccia ogni sera e lavare i capelli quotidianamente per evitare che i granuli pollinici restino intrappolati tra il cuoio capelluto, depositandosi sul cuscino per poi essere inalati.

In caso di lavori all’aperto, utilizzare le apposite mascherine; evitare i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti, cambiare spesso le lenzuola e le coperte e indossare ogni giorno vestiti puliti. Non utilizzare in casa le scarpe con cui si è camminato fuori per evitare di trasportare particelle nell’ambiente domestico; lavate spesso i pavimenti, facendo però attenzione all’utilizzo dell’aspirapolvere che può sollevare le particelle allergizzanti; evitare moquette, tappeti e tendaggi se si è soggetti allergici e consultate il bollettino dei pollini per tenersi informati sulla situazione dei luoghi scelti per la vacanza o il week-end.

Può essere di aiuto assumere in acqua del gemmoderivato di ribes nigrum, al mattino appena svegli e nel tardo pomeriggio per almeno tre mesi, che è un ottimo riequilibratore del sistema immunitario ed integrare la dieta con vitamine del gruppo C, B e K, utili in particolare per la congiuntivite e la rinite

Sono da evitare alimenti che presentano nell’etichetta la voce “aromi naturali” perché a volte fra questi si nascondono sostanze allergizzanti; miele, propoli e polline sono da bandire soprattutto a che soffre di asma allergico

Non assumere farmaci senza consultare un medico perché che soffre di allergia è molto più sensibile di altri ai prodotti chimici delle medicine. Attenzione all’ acido acetilsalicilico, che può scatenare un’asma

Non fumare ed evitare ambienti di fumatori, perché le mucosi nasali-oculari possono irritarsi

Seguire semplici regole di vita quali: dormire almeno 8 ore per notte;alimentarsi almeno tre volte al giorno; riposare o “staccare” dal lavoro almeno un quarto d’ora quando ci si sente stanchi; fare un’attività fisica settimanale, non agonistica; ricavare tempo libero da dedicare a se stessi; imparare a non combattere con le proprie emozioni e a gestirle con serenità nel rapporto con gli altri E’ ormai provato che emozioni a lungo trattenute, stress psichici e fisici, vita sregolata, sono fattori che mettono a dura prova il sistema immunitario e aggravano le allergie.

(con la consulenza del dott. Enrico Piunti- Responsabile Allergologia Area Vasta 5 San Benedetto del T.)

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